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ZABAIONE

Dietro il nome di un’invenzione gastronomica spesso ci sono storie più o meno accreditate, ma quasi sempre meravigliose. Pensate ad esempio a quella golosissima crema chiamata zabaione che dal 2015 la Regione Piemonte ha incluso tra i suoi Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Le origini del nome sono a dir poco affascinanti e secondo una prima versione risalirebbero al XVI: lo zabaione si chiamerebbe così e viene associato a Torino per la presenza in città del mistico spagnolo Pascual Baylon a seguito del duca Emanuele Filiberto di Savoia che aveva spostato la capitale del suo regno da Chambery al capoluogo piemontese. Nel secolo successivo Baylon sarebbe stato proclamato santo e protettore di cuochi e pasticcieri. Il cosiddetto “sambajon” sarebbe quindi la versione torinese della crema di San Baylon.

E se invece lo zabaione fosse un’invenzione legata al nome di Giovan Paolo Baglioni, condottiero perugino vissuto tra il XV e il XVI secolo? La leggenda vuole che i suoi soldati avessero rimediato solo vino, zucchero e uova, e con quel poco Baglioni avesse dato vita alla celebre crema.

E che dire allora della zabaja, bevanda che i veneziani avrebbero importato dalle coste orientali dell’Adriatico? Per non parlare poi di una ricetta napoletana risalente al 1450. E si potrebbe andare avanti ancora.

Gli ingredienti comunque sono tre: uova, zucchero e un vino liquoroso come il Marsala.

Nel 1845 il pasticciere padovano Gian Battista Pezziol unì tuorli d’uovo a cognac, vaniglia, marsala, zucchero ed alcol puro dando vita così al liquore allo zabaione, che diventò ben presto una specialità apprezzatissima non solo in Veneto.

Da alcuni decenni è ritornato di auge in versione bombardino, la bevanda più amata dagli sciatori italiani, una gustosa botta di calore da incamerare nella pausa in baita tra una discesa e l’altra. La ricetta originaria prevede, oltre allo zabaione caldo, panna, brandy e caffè.

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