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SPRITZ

In principio era un bicchiere di vino allungato con seltz. Da alcuni anni lo spritz è anche un cocktail riconosciuto dall’associazione internazionale dei barman. Il nome viene dal verbo tedesco “spritzen” cioè schizzare, a richiamare lo spruzzo provocato dall’allungare il vino col seltz. Un’abitudine portata dagli austriaci che occupavano il Triveneto nell’Ottocento e recepita dalla popolazione locale. Per i più anziani infatti lo “spritzetto” rimane il classico vino bianco e seltz in bicchiere piccolo, mentre per i più giovani è diventato anche molto altro.

La svolta verso i cocktail arriva nel Novecento con la correzione di bitter veneziano Select prodotto da Pilla o del padovano Aperol della famiglia Barbieri. Una sfida campanilistica che ha poi visto intervenire anche Campari. Dalle piazze di Padova e dai bacari di Venezia lo spritz è poi partito alla conquista di tutta Italia e oltre. A Venezia di solito si prepara con vino bianco, bitter e acqua frizzante in parti uguali, ma la Select prevede piuttosto un 50% di prosecco, un 33% di bitter e il restante 12% di soda/acqua frizzante/seltz. L’associazione internazionale dei barman presenta invece come spritz italiano quello fatto così: 90 ml di prosecco, 60 ml di Aperol e una spruzzata di soda. Si fanno comunque presente le alternative Campari, Select e Cynar. Il tutto va preparato in un bicchiere da vino pieno di ghiaccio, mescolato delicatamente, e guarnito con una fetta d’arancia.

In realtà sulle dosi ogni barista fa un po’ a modo suo: ad esempio c’è chi usa due parti di prosecco per una di bitter. Prima comunque si versa il vino, quindi il bitter ed infine la spruzzata di acqua. Talvolta viene servito con una ciotola di olive verdi o patatine. A Venezia si accompagna benissimo ai cicchetti veneziani a base di pesce come il baccalà mantecato e le sarde in saor.

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