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Halloween in italia

HALLOWEEN STA SUPERANDO IL CARNEVALE
Molti italiani oggi hanno la sensazione che Halloween sia diventato più popolare del Carnevale, soprattutto tra le giovani generazioni. E’ davvero così? In effetti una ricerca ha rivelato che la parola “Halloween” appare più frequentemente nelle ricerche online italiane rispetto a “Carnevale”. La festa legata a Ognissanti ha fatto passi da gigante da circa vent’anni a questa parte. La forma che ha assunto in Italia, almeno inizialmente è quella appresa dagli Stati Uniti attraverso televisione, cinema e cultura pop. Tutto è iniziato come un modo per intrattenere i bambini. In Italia infatti la moda di Halloween ha preso piede negli anni ’90, quando i negozi hanno cominciato a prepararsi per i festeggiamenti offrendo costumi, cosmetici e gadgets. In fondo è solo una scusa per divertirsi un po’ di più del solito e l’immaginario è quello dei film horror americani. Non dimentichiamo, però, che dietro Halloween c’è una storia enorme. In Italia il sorpasso di Halloween sul Carnevale ha generato qualche polemica tra le autorità religiose italiane. Nei primi giorni di novembre, infatti, i defunti vengono tradizionalmente ricordati con amore e rispetto dai cattolici che sono soliti andare al cimitero per pregare sulle loro tombe. Anche gli antichi romani celebravano Parentalia e Lemuria, in cui onoravano rispettivamente le loro famiglie e tutti i defunti. La festa di Ognissanti fu introdotta da papa Bonifacio IV nel VII secolo per ricordare che i martiri che difesero la loro fede fino all’ultimo. La festa era stata originariamente stabilita il 13 maggio. Dopo circa cento anni fu spostata ai primi di novembre e sostituì la festa pagana di fine estate anch’essa strettamente associata al culto dei morti. Se, commercialmente, Halloween è un prodotto tutto americano, il suo spirito è radicato nell’antichità e ha le sue radici in Europa.

LE LONTANISSIME ORIGINI DELLA FESTA
Halloween, noto ai Celti come Samhain, in origine non era un giorno per ricordare e onorare le anime dei morti. C’era una tradizione anche prima di Cristo, una testimonianza del bisogno umano di ricordare e amare coloro che non sono più fisicamente tra noi. Le celebrazioni di Halloween erano popolari in Irlanda e Scozia, e quando le persone di questi paesi emigrarono negli Stati Uniti, portarono con loro le usanze. Samhain, che in gaelico irlandese significava presumibilmente “fine dell’estate”, si celebrava per tre giorni, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Durante i rituali di Samhain venivano fatti sacrifici, sia animali che umani, come doni agli dei. I sacrifici nel tempo finirono, ma la tradizione dei falò sopravvisse ed è ancora molto in voga in Irlanda e Gran Bretagna. Per i druidi, cioè i sacerdoti dei Celti, quei giorni erano speciali: si alzava il sipario tra il mondo dei vivi e quello dei morti, e per coloro che erano pronti e aperti il viaggio verso “l’altro lato” poteva essere fatto in sicurezza. Il legame con il defunto era un importante mezzo di protezione ed era utile per ottenere guida e ispirazione. I morti erano venerati come spiriti in possesso di una profonda saggezza. I Celti credevano sinceramente che le forze soprannaturali fossero vive e attive e che le entità potessero vagare liberamente dove volevano. I vivi potevano comunicare con i morti e i morti tornare sulla terra per comunicare con loro. Nel corso del tempo, però, questi spiriti sarebbero diventati selvaggi e diabolicamente pericolosi, animati da cattive intenzioni. Gli abitanti dei villaggi cercavano quindi disperatamente di distrarre questi spiriti con prelibatezze, bevande o frutta in modo che non derubassero le anime dei vivi. Usando maschere e costumi grotteschi, pensavano di poterli spaventare. Camminavano in gruppi, in costumi in maschera raffiguranti demoni, sperando di rimanere inosservati agli spiriti in avvicinamento. Così è nata l’idea di travestirsi per Halloween. Poi il cristianesimo arrivò nella terra dei Celti e alla fine la festa pagana fu fissata per la notte del 31 ottobre per non interferire con la celebrazione delle festività cristiane dei due giorni successivi.
Si dice che anche gli animali notturni siano in grado di comunicare con i morti. Per questo pipistrelli, gatti e gufi, fanno parte dei simboli di Halloween. Poi ci sono le streghe perché la tradizione vuole che nell’occasione si riuniscono per preparare incantesimi e pozioni. Si credeva che le streghe fossero in grado di trasformarsi in gatti neri e i gatti neri erano considerati i migliori compagni di una strega. Ma cosa c’è all’origine della fortunata diffusione di Halloween negli Stati Uniti così come si festeggia oggi, cioè con i bambini che camminano in piccoli gruppi da una casa all’altra chiedendo dolci? Sembra che l’usanza fosse diffusa già tra i bambini di Dublino, ma gli americani ci hanno messo del loro. Il celebre detto “trick or treat”, quello che in Italia è tradotto con il meno minaccioso “dolcetto o scherzetto”, sarebbe stato ispirato dal termine “trattare o morire” apparso sulla stampa nel 1939.

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