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GIUGGIOLE

“Andare in brodo di giuggiole” è un modo di dire piuttosto comune per indicare una persona che si compiace molto per qualche evento. Il brodo di giuggiole però non è esattamente un brodo, bensì un liquore diffuso soprattutto nei Colli Euganei, dove la coltivazione del giuggiolo è piuttosto diffusa. Furono infatti i veneziani a diffonderlo nel nostro paese dopo averlo importato dall’Asia.

Il noto modo di dire deriva dalla sostituzione del toscano “succiole”, cioè castagne lessate con la scorza, con la progressiva scoperta delle giuggiole come ingrediente per ottime marmellate e grappe, ma anche come rimedio contro la tosse.

Quando sono maturi, i suoi frutti bruni, ricchi di minerali e vitamina C e B, sono poco più grandi delle olive e hanno una dolcezza che può ricordare quella dei datteri.

Da notare che le proprietà delle giuggiole non vanno perse con la cottura o dall’essicazione.

Gli usi medicinali delle giuggiole, ben noti da secoli in Oriente, sono talmente tanti che ne elenchiamo di seguito solo alcuni: calmano i nervi, riducono l’ansia, funzionano come lassativo, digestivo, antiossidante e come anti-infiammatorio per fegato e reni.

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