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CUCUNCIO E CAPPERO

Se avete sempre pensato che il cappero fosse un frutto, ecco a voi il cucuncio, il frutto del cappero. Quello che mangiamo abitualmente con il vitello tonnato è invece il bocciolo. Capparis spinosa è il nome della pianta di origini asiatiche diffusa nell’area mediterranea e in particolare nelle isole siciliane, dalle Eolie a Pantelleria, dove il cappero è IGP. E’ una pianta che abbisogna di molto sole e di poca acqua.

Il cucuncio è molto più grande e carnoso del cappero, il suo gusto è più salato e intenso, contiene semi e non si trova nei supermercati. Entrambi comunque vanno raccolti quando sono ancora di piccole dimensioni: indicativamente a fine maggio i capperi e a fine luglio i cucunci. Se si tarda a raccoglierli, i capperi potrebbero rivelarsi meno gustosi, mentre i cucunci potrebbero contenere semi troppo grandi.

Vanno lavati e conservati sotto sale fino a quando quest’ultimo finisce di assorbire liquidi. A disidratazione avvenuta, possono essere trasferiti in una soluzione di acqua e aceto al 50%.

Nelle isole Eolie vengono preparati anche insieme sottolio. Dopo averli lavati e asciugati, capperi e cucunci vengono messi in un vasetto con uno spicchio d’aglio e foglie di alloro e lasciati a marinare. I cucunci sono particolarmente apprezzati nelle insalate; su una bruschetta; fritti con farina, uovo e pangrattato come stuzzichino negli aperitivi; in risotti o paste con le acciughe, ma anche in secondi piatti di carne e di pesce.

Il cappero è la pianta che contiene più quercetina in rapporto al suo peso. Un fatto interessante soprattutto da quando uno studio ha dimostrato che questo composto chimico inibisce il virus del Covid 19 destabilizzando una delle proteine responsabili della replicazione del virus. I cucunci sono antiossidanti naturali, sono diuretici e consigliati per trattare vene varicose, emorroidi e gotta.

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