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CORIANDOLO (Coriandrum sativum)

No non stiamo parlando dei coriandoli utilizzati nel periodo di carnevale, anche se questi effettivamente hanno un legame col vero e proprio seme che nel XV secolo veniva glassato e lanciato durante i festeggiamenti, ma appunto del coriandolo, quel seme che è piccolo, sferico dal colore marrone chiaro o giallastro. Questo tritato o in infuso è utilizzato spessissimo in cucina. Dall’aroma e dal gusto delicato è il figlio della pianta spesso conosciuta come erba cimicina o prezzemolo cinese, che emana un odore non a tutti gradito. Il suo utilizzo nelle cucine del mondo è piuttosto vario, in Oriente, in particolar modo, il suo utilizzo è piuttosto diffuso. Le foglie si utilizzano per aromatizzare i cibi mentre si macinano i semi per creare la spezia.

La sua crescita avviene piuttosto spontaneamente e si adatta facilmente al clima mediterraneo, ma attenzione, non piantatelo vicino al finocchio perché quest’ultimo potrebbe esserne ostacolato durante la crescita.

Qui alcune proprietà:

* Rimedio naturale contro le coliche e i gonfiori addominali.
* Proprietà antispasmodiche, carminative quindi è perfetto per la digestione.
* Proprietà antibatteriche e fungicide.
* Stimola la fame e l’appetito.
* Ottimo stimolante per il sistema nervoso e per l’attività celebrale.
* Utile per attenuare il senso di spossatezza e fatica.
* 23 Kcal per 100 g.

Questa spezia dall’aroma delicato oltre a essere elemento fondamentale per la composizione del Curry è utilizzata in cucina per insaporire le zuppe, le minestre, molti tipi di carne soprattutto la cacciagione, pesce e verdure come cavoletti e crauti.

Molto usato anche nei liquori, digestivi e grappe. Nell’antica Roma era utilizzato per prevenire febbre e come rimedio naturale contro il mal di testa.

Una curiosità bizzarra su questa pianta riguarda la sua etimologia: dal Latino “Coriandrum” con radice dal Greco “Corys” ovvero “Cimice” e suffisso “- ander” quindi “somigliante”. In poche parole dal Greco “Somigliante Cimice,” proprio perché come detto all’inizio, nel periodo in cui i frutti maturano questa pianta rilascia un odore simile a quello delle cimici, molto sgradevole all’olfatto umano.

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