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CAVOLFIORE

Caratteristiche:

Il nome scientifico del cavolfiore è Brassica oleracea ed è appartenente alla famiglia delle crucifere. Ortaggio tipicamente invernale è tra le crucifere maggiormente coltivate in Italia. La sua diffusione è maggiore nel centro-sud. Il clima migliore dove coltivarlo è fresco e asciutto. Le crucifere in generale hanno un’ottima capacità di assorbimento. Il cavolfiore, in particolare, è in grado di assorbire nei propri tessuti i minerali presenti nel suolo, utili al nostro organismo. Una controindicazione può riguardare la presenza nel suolo di metalli pesanti come piombo, cromo e arsenico che possono essere a loro volta assorbiti dal cavolfiore perciò fate attenzione alla sua provenienza.

Origini:

Si presume che il cavolfiore sia originario del bacino del Mediterraneo e si è diffuso per la prima volta in epoca romana grazie ai frequenti scambi commerciali che avvenivano all’epoca dell’Impero. Successivamente venne imbarcato nelle navi dirette in America e fu così che si diffuse anche oltreoceano. Venne utilizzato come rimedio allo scorbuto (malattia diffusa all’epoca soprattutto tra i marinai) provocata dalla carenza di vitamina C. Viaggi frequenti per nave senza toccare la terraferma per mesi causava per ovvi motivi la mancanza tra le provviste di cibo fresco di origine vegetale.

Varietà:

Ci sono diverse varietà di cavolfiore,più o meno conosciute il più diffuso in Veneto è il cavolfiore bianco, dal sapore delicato, il cavolo viola è un incrocio tra un cavolfiore e un cavolo broccolo. Questa varietà oltre a contraddistinguersi per il particolare colore è diffuso soprattutto in Sicilia ed è ricco di vitamina C e antociani (che gli danno il caratteristico colore). Altra varietà è il cavolfiore verde ricco di clorofilla e il verde emeraude considerato il più pregiato ed è anche il più pesante tra tutti ( in media pesa circa 1.5 kg). Il cavolo verde cimoso o romanesco si contraddistingue dagli altri cavoli per la forma particolare dell’infiorescenza che è appuntita.

Valori nutrizionali e proprietà:

il cavolfiore è un ortaggio dal grande potere antiossidante e antinfiammatorio. Ricco di minerali e fonte di vitamine, in particolare B2 (utile nella stimolazione dei globuli rossi) e C. Anche il benessere delle ossa trae giovamento grazie al calcio, magnesio e potassio. Utile anche a prevenire l’ipertensione (alleato per la salute del cuore) per la presenza di aminoacidi e della vitamina K che aiuta a prevenire eventuali danni a carico del sistema nervoso. Il cavolofiore è composto per il 90% da acqua, utile sia per depurarsi che da inserire in una dieta ipocalorica, contiene in media circa 24 kc per 100 gr.

Conservazione:

Conservare in frigo per non più di 4-5 giorni. Se cotto consumarlo nel giro di due giorni al massimo. Se desiderate metterlo in congelatore prima scottatelo nell’acqua bollente, scolatelo e quando si sarà raffreddato mettetelo in congelatore. Ricordate che il cavolfiore si deteriora facilmente.

Come pulirlo:

Prendete un tagliere e dopo avervi adagiato il cavolfiore eliminate con un coltello il gambo e

le foglie. A questo punto taglierete in diversi pezzi le varie cimette. Lavare sotto l’acqua fredda.

Cottura:

La cottura migliore per il cavolfiore, al fine di manterne le diverse proprietà nutritive, riguarda la cottura a vapore. Lessarlo in abbondante acqua calda non è il modo migliore per far si che si conservino tutti i nutrienti. Cucinarlo in questo modo consente che si perdano parte delle vitamine e degli enzimi rendendo così il cavolfiore poco digeribile. Una buona alternativa alla cottura al vapore è quella al forno. I tempi di cottura sono variabili ma generalmente ci volgiono dai 15 ai 30 minuti a seconda che lo preferiate più o meno croccante (ricordatevi però che la cottura prolungata fa perdere parte delle sue proprietà).

Curiosità:

Durante la cottura il cavolfiore emana un odore piuttosto sgradevole, quesot è dovuto alla presenza di zolfo. Questo problema è facilmente risolvibile aggiungendo un po’ di limone all’acqua di cottura o mettendo nell’acqua di cottura un pezzo di pane imbevuto nell’aceto.

Proverbi:

Cavolfiori e cavoli sono spesso utilizzati in popolari modi di dire nostrani.

“Tanto va la capra al cavolo che ci lascia il pelo”

“Salvare capre e cavoli”

“C’entra come i cavoli a merenda”

“Fatti i cavoli tuoi”

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