Storie in cucina

BURRATA

DESCRIZIONE DEL PIATTO

La patria della burrata è Andria, in Puglia, dove fu inventata all’inizio del secolo scorso dai fratelli Vincenzo e Lorenzo Bianchino. Loro fu l’idea di mescolare gli avanzi della pasta filata con la panna e avvolgerla in un sacchetto a sua volta di pasta filata. La popolarità della burrata in Italia aumentò negli anni ’50 dopo che alcuni caseifici iniziarono a produrla e commercializzarla. Sebbene questo formaggio fosse ottenuto da ritagli di mozzarella, venne commercializzato come prodotto di prima qualità e oggi la burrata è fatta a mano da artigiani altamente qualificati.

E’ un formaggio prodotto con latte e crema di vacche e bufale nelle regioni Puglia, Campania, Basilicata. La prima fase non è diversa dalla produzione di altri formaggi e consiste nel far cagliare il latte caldo con l’aggiunta di caglio. Successivamente il grumo cagliato viene immerso in acqua calda salata o siero di latte. Quindi la massa risultante viene mischiata e tesa con fili elastici, tipici dei formaggi a pasta filata. Le palline calde vengono utilizzate per formare dei sacchetti, che vengono farciti con un ripieno che è una miscela di panna e pezzi di mozzarella e quindi sigillati con acqua calda, legati e messi a raffreddare.

La burrata va consumata quanto più fresca possibile. È preferibile mangiarla entro 24-48 ore. Prima di servirla dovete toglierla dal frigorifero e portarla a temperatura ambiente. La burrata si mangia da sola, cosparsa di sale e pepe nero, condita con olio d’oliva, utilizzando una fetta di pane o un cracker per raccogliere il liquido di riempimento. Proprio come la mozzarella, in Italia viene servita con pomodoro fresco e basilico, con verdure grigliate e aggiunto alla pizza a fine cottura.

Un etto di burrata con ripieno tradizionale di panna e mozzarella apporta 321 kcal.

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