Storie in cucina

Bombolone vs krapfen

E’ la grande tentazione del goloso, la più terribile tra le minacce per una persona che si è ripromessa di portare avanti una dieta ferrea per rimettersi in linea o mangiare sano. Il suo nome basta da solo ad evocare un’esplosione di calorie, grassi e colesterolo: stiamo parlando del bombolone, una specialità toscana da non confondere col krapfen e diffusa in particolare nelle zone costiere. Sulle spiagge infatti il grido “bomboloni!” si elevava dagli ambulanti un po’ come accade ancora oggi per quello “cocco, cocco bello!”. In Toscana il bombolone è tradizionalmente farcito con crema pasticciera; il krapfen invece ha un ripieno di confettura di albicocca. Il riempimento si effettua a fine frittura utilizzando una siringa o una sac a poche. Quando invece non è ripieno, il bombolone toscano viene chiamato frate ed ha la forma di una ciambella. In entrambi i casi si tratta di pasta fritta in olio di semi e poi “affogata” nello zucchero semolato o innaffiata di zucchero a velo. L’impasto di farina di solito contiene strutto e un po’ di scorza di limone, mentre il bombolone romagnolo, che rappresenta una delle varianti più note del bombolone toscano, utilizza una pasta con burro e molto lievito: infatti si gonfia restando vuoto all’interno. Anche la bomba laziale si differenzia dal bombolone per l’interno ricco di ripieno quanto povero di pasta. Nel resto d’Italia, soprattutto al Nord, è invece il krapfen a farla da padrone. Le origini di questo dolce sono controverse e piuttosto antiche: la prima testimonianza risale infatti al 1485, in Germania, e si tratta probabilmente di una specialità ebraica.

La differenza più evidente rispetto al bombolone è negli ingredienti: il krapfen è preparato con le uova, il bombolone in teoria invece no. La pasta del krapfen è piuttosto densa, piena, molto più simile a quella degli americani donuts (o ciambelle) che a quella più ariosa dei bomboloni. Questi prodotti fritti vanno mangiati ancora caldi: avete mai provato, ad esempio, la differenza tra una frittella da luna park appena fatta, profumata, croccante fuori e morbida dentro, e una frittella “vecchia” ormai gommosa?! In alternativa i bomboloni si possono cuocere al forno a 180° per circa venti minuti. Se è vero che una giornata al mare è stancante e richiede delle botte di energia, tra un bagno e l’altro non dimenticate che un bombolone del peso di un etto fornisce 350Kcal.

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