Storie in cucina

BACI DI DAMA

Due labbra di dolce pasta frolla tenute insieme da una lingua di cioccolato fondente. Questo è il bacio di dama, un biscotto irresistibile, friabile al punto da sciogliersi in bocca.

Leggenda vuole che si tratti di un’invenzione di un cuoco al servizio di Vittorio Emanuele II.

Il re sarebbe stato smanioso di poter gustare qualcosa di nuovo e sarebbe stato ampiamente accontentato. Più prosaicamente i baci di dama sono stati inventati a Tortona due secoli fa utilizzando le nocciole piemontesi. Si deve alla pasticceria Vercesi la sostituzione, poi diventata comune, delle nocciole con le mandorle. Questa versione, che prevede anche cacao nell’impasto, viene commercializzata col nome di “baci dorati” perché i biscotti sono racchiusi in carta dorata.

Come scegliere tra nocciole mandorle? Questione di gusti: se vi piace sperimentare, potreste provare entrambe le versioni e anche un mix delle due. L’importante è che il bacio sia completamente friabile e ciò avviene se rimane di piccole dimensioni. Il pezzetto di pasta corrispondente a ciascuna delle due labbra dovrebbe pesare non più di 5 grammi.

Altro brevetto è quello dei “baci di Alassio”, che oltre al cacao inserisce nell’impasto anche il miele.

I baci di dama hanno ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale.

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