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ACEROLA E CILIEGIA DI BARBADOS

L’acerola è una pianta dell’America del Sud che produce un frutto, conosciuto anche come “ciliegia di Barbados” o “ciliegia delle Indie Occidentali”, che qui in Europa stiamo scoprendo solo in tempi recenti per le sue incredibili proprietà. In effetti questo frutto da lontano assomiglia alla nostra ciliegia, ma da vicino notiamo che ha una forma più irregolare e il sapore della sua polpa succosa a spicchi è molto diverso.

In America vengo mangiati i frutti freschi o se ne fanno marmellate, mentre da noi la “ciliegia di Barbados” arriva sotto forma di succo, pastiglie e polvere ed è particolarmente apprezzata dagli sportivi come integratore. Questo frutto andrebbe consumato ancora acerbo, quando è più ricco di vitamina C .

L’apporto di questa vitamina è sorprendente, superiore di molto persino al kiwi e agli agrumi, e quindi è indicato per contrastare i malanni di stagione e l’astenia. In questi casi si consiglia di assumere due dosi giornaliere da 5-7 mg per chilogrammo di peso corporeo.

Nel mondo solo altri due frutti contengono più acido ascorbico della “ciliegia di Barbados”: si tratta della prugna autraliana kakadu e dell’amazzonico camu-camu.

La vitamina C è importante per la formazione di collagene e quindi l’acerola si rivela un prezioso alleato dei tessuti. Per questo è consigliata anche dai dentisti per curare il sanguinamento delle gengive. Contiene inoltre betacarotene e sali minerali. Tra le proprietà riconosciute vi sono quelle antiossidanti, diuretiche, energizzanti e disintossicanti.

Essendo un frutto particolarmente acido, se ne sconsiglia l’utilizzo a chi soffre di gastrite e acidità di stomaco. Tanta vitamina C può avere come controindicazione lo sviluppo di calcoli renali. Inoltre sarebbe meglio non assumerla verso sera perché potrebbe provocare insonnia.

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